Passo del Muraglione in auto - guida alla SS67 tra curve e borghi

Un gruppo di motociclisti si ferma per una pausa al Passo del Muraglione, con le moto parcheggiate lungo la strada e un hotel sullo sfondo.

Scritto da

Jole Ferrara

Pubblicato il

11 ott 2026

Indice

Affrontare il passo del Muraglione in auto significa attraversare uno dei percorsi più scenografici dell’Appennino tosco-romagnolo, tra curve, boschi e piccoli borghi. Qui trovi indicazioni pratiche sulla SS67, sui versanti più interessanti, sui momenti migliori per partire, sulla sicurezza e sulle soste che trasformano una semplice guida in una giornata all’aperto.

La strada giusta e le scelte che fanno la differenza

  • Valico a circa 907 metri sul livello del mare, tra Toscana e Romagna.
  • Itinerario principale lungo la SS67 Tosco-Romagnola, tra San Godenzo e San Benedetto in Alpe.
  • Tempo da Rimini di circa 1 ora e 30 minuti in condizioni normali, senza soste.
  • Guida prudente indispensabile nei tornanti e nei fine settimana più affollati.
  • Soste consigliate a Portico di Romagna, San Benedetto in Alpe e alla cascata dell’Acquacheta.

Un'auto percorre una strada tortuosa verso il borgo arroccato di Civita di Bagnoregio, un'emozionante avventura al passo del Muraglione.

Dove si trova il Passo del Muraglione e quale strada seguire

Il passo si trova lungo la SS67 Tosco-Romagnola, sul crinale dell’Appennino tra il comune toscano di San Godenzo e San Benedetto in Alpe, nel territorio romagnolo. Il valico raggiunge circa 907 metri di quota ed è riconoscibile anche per il grande muro in pietra costruito nell’Ottocento, da cui deriva il nome Muraglione.

Dal lato romagnolo l’accesso più intuitivo parte da Forlì e risale la valle del Montone passando per Castrocaro Terme, Dovadola, Rocca San Casciano, Portico di Romagna e San Benedetto in Alpe. Dal lato toscano si arriva invece da Dicomano e San Godenzo. Io preferisco il percorso completo da Forlì, perché alterna tratti più scorrevoli a una salita progressiva e permette di inserire diverse soste.

Partenza Caratteristiche Per chi è adatta
Forlì Valle del Montone, borghi e salita graduale Prima visita e itinerari giornalieri
San Benedetto in Alpe Tratto più montano, boschi e tornanti Chi cerca subito un percorso panoramico
San Godenzo Versante toscano della SS67, più raccolto e tortuoso Chi arriva dal Mugello o da Firenze

Da Rimini la distanza stradale è di circa 114 chilometri, con un tempo di percorrenza vicino a un’ora e mezza in assenza di traffico. Dalla costa romagnola, però, non calcolerei mai il viaggio al minuto: tra curve, attraversamenti dei paesi e una sosta panoramica, è più realistico considerare una mezza giornata.

Quale itinerario scegliere dalla Riviera Romagnola

Per chi parte da Rimini, Riccione o Cesenatico, la soluzione più equilibrata consiste nel raggiungere Forlì e imboccare la SS67 verso la valle del Montone. È un itinerario adatto anche a chi non guida abitualmente su strade di montagna, perché la parte iniziale consente di prendere confidenza con il ritmo della strada prima dei tornanti più stretti.

L’itinerario romagnolo

Da Forlì si procede verso Castrocaro Terme, interessante per una breve pausa, e poi verso Dovadola e Rocca San Casciano. Il paesaggio cambia gradualmente: la pianura lascia spazio alle colline, i rettilinei diminuiscono e la strada entra nella valle del Montone.

Portico di Romagna è una delle soste che consiglio di più. Il borgo ha dimensioni raccolte, conserva scorci piacevoli e permette di fermarsi per un caffè o un pranzo senza trasformare la giornata in una corsa contro il tempo.

Il percorso toscano

Dal lato di San Godenzo la strada sale attraverso una zona più boscosa e silenziosa. È un tratto molto piacevole, ma la visuale può essere chiusa dalla vegetazione, quindi il panorama non è continuo come ci si potrebbe aspettare da un passo di montagna.

La discesa verso la Romagna offre un ritmo diverso e conduce rapidamente a San Benedetto in Alpe. Chi arriva dalla Toscana può completare il giro passando poi da Rocca San Casciano e Forlì, evitando di ripercorrere esattamente la stessa strada.

Come guidare sul Muraglione senza trasformare il viaggio in una gara

Il Muraglione è famoso tra i motociclisti, ma in auto va affrontato con una mentalità diversa. La strada è divertente proprio perché richiede attenzione, non perché invita a cercare la velocità. Nei tratti ciechi mantengo sempre una traiettoria prudente, resto vicino alla mia corsia e considero possibile l’arrivo di una moto o di un’auto dall’altra parte della curva.

La regola più utile è semplice: entrare piano e uscire fluidi. Frenare bruscamente dentro il tornante riduce il margine di controllo, soprattutto se l’asfalto è umido o sporco di foglie. In discesa uso il freno motore e lascio più spazio del solito al veicolo che precede.

  • Controlla pressione e stato degli pneumatici prima di partire.
  • Verifica freni, liquidi e funzionamento delle luci.
  • Evita sorpassi in curva o nei tratti con visuale limitata.
  • Riduci la velocità in presenza di ciclisti, motociclisti e animali.
  • Fai una pausa se la strada ti affatica: la concentrazione conta più del tempo risparmiato.

Nei fine settimana primaverili ed estivi il traffico può aumentare sensibilmente, soprattutto nelle ore centrali. Io partirei presto, oppure sceglierei un giorno feriale, quando si apprezza meglio il paesaggio e si guida con meno pressione alle spalle.

Quando andare e cosa controllare prima della partenza

Il periodo più piacevole va generalmente da maggio a ottobre, ma ogni stagione ha il suo carattere. In primavera il verde è intenso, mentre in autunno i boschi regalano colori splendidi. In inverno, invece, quota, ghiaccio, nebbia e possibili nevicate possono cambiare rapidamente le condizioni della strada.

Prima di partire controllo sempre il meteo locale, il traffico e l’eventuale presenza di lavori o limitazioni sulla SS67. Una previsione generica per la Riviera Romagnola non basta: sul passo la temperatura può essere molto più bassa e il fondo può restare umido anche quando sulla costa splende il sole.

Conviene inoltre fare rifornimento prima di salire. Tra un paese e l’altro i servizi sono distanti e non darei per scontato di trovare un distributore aperto, soprattutto la domenica o fuori stagione. Anche una bottiglia d’acqua e una giacca leggera nel bagagliaio possono rivelarsi utili.

Le soste che rendono completo l’itinerario

Il valico è una meta, ma non dovrebbe essere l’unica destinazione della giornata. La parte più interessante del viaggio sta nel collegare guida, borghi e brevi passeggiate, mantenendo un ritmo rilassato.

Portico di Romagna e Rocca San Casciano

Portico di Romagna è ideale per una sosta breve e piacevole, mentre Rocca San Casciano offre un’atmosfera più ampia e diversi punti in cui fermarsi. Questi paesi funzionano bene come tappe intermedie perché interrompono la guida prima del tratto più tortuoso.

San Benedetto in Alpe e l’Acquacheta

Da San Benedetto in Alpe parte il percorso verso la cascata dell’Acquacheta, una delle escursioni più note del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. L’itinerario classico richiede diverse ore e, a seconda della variante, può arrivare a circa 9-12 chilometri complessivi.

Non la considererei una semplice passeggiata da fare con scarpe da città. Servono scarponcini con suola scolpita, acqua e abbigliamento adatto al bosco. Prima di lasciare l’auto è prudente verificare lo stato dei sentieri, perché frane e condizioni meteo possono comportare deviazioni o chiusure temporanee.

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Il valico e il muro storico

Al passo la sosta è breve, ma significativa. Il muro in pietra proteggeva i viandanti dal vento e oggi è il simbolo più riconoscibile del luogo. Nei giorni affollati gli spazi disponibili possono ridursi rapidamente, quindi parcheggio solo dove consentito e non intralcio la carreggiata.

Gli errori più comuni con l’auto

Il primo errore è affrontare il percorso come se fosse una strada panoramica veloce. La SS67 resta una strada di montagna, con curve cieche, variazioni di fondo e utenti molto diversi tra loro. Il secondo è programmare troppe tappe: tra viaggio dalla costa, valico e passeggiata all’Acquacheta, una giornata piena arriva facilmente a 8-10 ore.

Un altro errore frequente è affidarsi soltanto al navigatore. In montagna può proporre scorciatoie su strade secondarie strette o poco adatte a un’auto normale. Io imposto sempre come riferimento i centri abitati principali, come San Godenzo, San Benedetto in Alpe e Rocca San Casciano, e controllo la segnaletica sul posto.

Infine, non bisogna confondere il piacere delle curve con la guida sportiva. I controlli sulla velocità e sulle condizioni dei veicoli sono presenti, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza. Una guida regolare, rispettosa e attenta permette di godersi il percorso molto più di una manovra azzardata.

Il modo migliore per vivere il Muraglione partendo dalla Romagna

Per una prima esperienza sceglierei un giro ad anello con partenza da Forlì, salita verso San Benedetto in Alpe, passaggio sul valico e rientro dal versante toscano o lungo la stessa SS67. È un itinerario abbastanza ricco da riempire la giornata, ma ancora semplice da gestire con un’auto comune.

La formula che preferisco è partire presto, dedicare la mattina alla strada, fermarsi per pranzo in uno dei borghi della valle e lasciare il pomeriggio a una passeggiata breve. Così il passo resta il cuore del viaggio, senza diventare l’unico motivo per guidare fino a tardi tra curve e nebbia.

Con meteo favorevole, auto in ordine e tempi realistici, il Passo del Muraglione offre una delle escursioni su strada più piacevoli vicino alla Riviera Romagnola. La soddisfazione non sta nel percorrerlo più velocemente, ma nel rientrare con la sensazione di aver scoperto un angolo autentico dell’Appennino.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

Da Rimini, Riccione o Cesenatico conviene raggiungere Forlì e seguire la SS67 nella valle del Montone, passando per Castrocaro Terme, Dovadola, Rocca San Casciano, Portico di Romagna e San Benedetto in Alpe. Da Rimini sono circa 114 chilometri e un’ora e mezza senza traffico né soste.

Il periodo generalmente più piacevole va da maggio a ottobre, mentre in inverno possono comparire ghiaccio, nebbia e neve. Prima della partenza è utile verificare meteo locale, traffico, lavori e limitazioni sulla SS67, oltre a fare rifornimento e controllare l’auto.

Nei tornanti è consigliabile entrare piano e uscire in modo fluido, restando nella propria corsia ed evitando sorpassi con visuale limitata. Occorre controllare pneumatici, freni, liquidi e luci, usare il freno motore in discesa e ridurre la velocità vicino a motociclisti, ciclisti e animali.

Portico di Romagna e Rocca San Casciano sono adatti a una pausa o a un pranzo. Da San Benedetto in Alpe si può raggiungere la cascata dell’Acquacheta con un’escursione di circa 9-12 chilometri complessivi, usando scarponcini, acqua e abbigliamento adatto. Al passo merita una breve sosta anche il muro storico in pietra.

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strade panoramiche borghi tornanti escursionismo cascate

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Jole Ferrara

Jole Ferrara

Mi chiamo Jole Ferrara e ho 13 anni di esperienza nel settore del turismo e della scrittura. La mia passione per la Riviera Romagnola è nata fin da giovane, quando trascorrevo le estati a esplorare le sue splendide spiagge e i caratteristici borghi. Scrivere di questo territorio mi permette di condividere la mia conoscenza su ciò che rende unica questa zona, dai luoghi da visitare alle attività da non perdere. Mi dedico a fornire informazioni utili, accurate e aggiornate, semplificando argomenti complessi per renderli accessibili a tutti. Seguo costantemente le tendenze del settore e mi impegno a verificare le fonti, per garantire che i miei lettori possano fidarsi delle informazioni che offro. Spero di ispirare altri a scoprire e apprezzare la bellezza e il divertimento che la Riviera Romagnola ha da offrire.

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